La bellezza non è nel viso. La bellezza è nella luce nel cuore. (Kahlil Gibran)

La belleza no está en el rostro. La belleza es una luz en el corazón. (Kahlil Gibran)

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L'inferno esiste- El infierno existe y es eterno

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domenica 24 aprile 2016

Sia il tuo pensiero sempre presso l'Altissimo - En el Altísimo pon tu pensamiento








Libro II- INCOMINCIAMO LE ESORTAZIONI CHE CI INTRODUCONO ALL'INTERIORITA'


Capitolo I

IL RACCOGLIMENTO INTERIORE


(Dal libro "L'imitazione di Cristo" , Tommaso da Kempis, Libro II)

1. Riponi interamente la fiducia in Dio, e sia lui il tuo timore e il tuo amore. Risponderà lui per te, e opererà per il bene, nel modo migliore. "Non hai stabile dimora quaggiù" (Eb 13,14); dovunque tu abbia a trovarti, sei un forestiero e un pellegrino, né mai avrai pace se non sarai strettamente unito a Cristo. Perché ti guardi tutto attorno quaggiù, se non è questo il luogo della tua pace? La tua dimora deve essere tra le cose celesti; quelle terrene le devi guardare come di passaggio. Passano tutte le cose, e con esse anche tu; vedi di non invischiarti, per evitare di essere catturato e perire. Sia il tuo pensiero sempre presso l'Altissimo; e la tua preghiera si diriga, senza sosta a Cristo. Che se non riesci a meditare le profonde realtà celesti, cerca rifugio nella passione di Cristo e prendi lieta dimora nelle sue sante ferite. Se ti sarai rifugiato, con animo devoto, nelle ferite e nelle piaghe preziose di Gesù, sentirai un gran conforto nella tribolazione, e non farai molto caso del disprezzo degli uomini, sopportando con facilità quanto si dice contro di te. Anche Cristo fu disprezzato dagli uomini in questo mondo e, nel momento in cui ne aveva maggior bisogno, fu abbandonato, tra sofferenze disonoranti, da quelli che lo conoscevano e gli erano amici. Cristo volle soffrire ed essere disprezzato; e tu osi lamentarti di qualcuno? Cristo ebbe avversari e oppositori; e tu vuoi che tutti ti siano amici e ti facciano del bene? Come potrà essere premiata la tua capacità di soffrire se non avrai incontrato alcuna avversità? Se non vuoi sopportare nulla che ti si opponga, in che modo potrai essere amico di Cristo? Se vuoi regnare con Cristo, sorreggiti in Cristo e per mezzo di Cristo. Che se, una sola volta tu riuscissi ad entrare perfettamente nell'intimo di Gesù, gustando un poco dell'ardente suo amore, non ti preoccuperesti per nulla di ciò che ti piace o non ti piace; troveresti gioia, invece nelle offese che ti si fanno. Giacché l'amore per Gesù ci porta a disprezzare noi stessi.

2. L'uomo che ama Gesù e la verità, l'uomo veramente interiore e libero da desideri contrari alla suprema volontà, può volgersi a Dio senza impacci, e innalzarsi in ispirito sopra se stesso, ricavandone una pace ricca di frutto. Veramente saggio, e dotto di una dottrina impartita da Dio più che dagli uomini, è colui che stima tutte le cose per quello che sono, non per quello che se ne dice nei giudizi umani. Se uno sa procedere secondo la guida interiore, evitando di valutare le cose secondo i criteri del mondo, non si perde nel ricercare il luogo adatto o nell'attendere il tempo opportuno per dedicarsi ad esercizi di devozione. Se uno ha spirito di interiorità, subito si raccoglie in se stesso, giacché non si disperde mai del tutto nelle cose esterne. Per lui non è un ostacolo un lavoro che gli venga imposto né una occupazione che, in quel momento, appaia doverosa; giacché egli sa adattarsi alle situazioni, così come esse si presentano. Colui che è intimamente aperto e rivolto al bene, non bada alle azioni malvagie degli uomini, pur se possano apparire mirabili; infatti, quanto più uno attira a sé le cose esteriori, tanto più resta legato, e distratto da sé medesimo. Se tutto fosse a posto in te, e tu fossi veramente puro, ogni cosa accadrebbe per il tuo bene e per il tuo vantaggio; che se molte cose spesso ti sono causa i disagio o di turbamento, è proprio perché non sei ancora perfettamente morto a te stesso e distaccato da tutto ciò che è terreno. Nulla insozza e inceppa il cuore umano quanto un amore non ancora purificato, volto alle cose di questo mondo; se invece tu rinunci a cercare gioia in ciò che sta fuori di te, potrai contemplare le realtà celesti e godere frequentemente di gioia interiore.

Libro Segundo

EXHORTACIÓN A LA VIDA INTERIOR

Capítulo 1 De la conversación interior

(Del Libro "La imitación de Cristo" de Tomás de Kempis. Libro II)

4. ¿Qué miras aquí no siendo este el lugar de tu descanso?
En los cielos debe ser tu morada, y como de paso has de mirar todo lo terrestre.
Todas las cosas pasan, y tú también con ellas. Guárdate de pegarte a ellas, porque no seas preso y perezcas.
En el Altísimo pon tu pensamiento, y tu oración sin cesar sea dirigida a Cristo.
Si no sabes contemplar las cosas altas y celestiales, descansa en la pasión de Cristo, y habita gustosamente en sus sagradas llagas.
Porque si te acoges devotamente a las llagas y preciosas heridas de Jesús, gran consuelo sentirás en la tribulación, y no harás mucho caso de los desprecios de los hombres, y fácilmente sufrirás las palabras de los maldicientes.

mercoledì 13 aprile 2016

Bergoglio decreta il trionfo di Erodiade e di Enrico VIII, contro San Giovanni Battista e San Tommaso Moro -- Bergoglio decreta el triunfo de Erodías y de Enrique VIII contra San Juan Bautista y Santo Tomás Moro.

 




El texto en español está abajo

Bergoglio decreta il trionfo di Erodiade e di Enrico VIII, contro San Giovanni Battista e San Tommaso Moro.


Un vaticanista ultrabergogliano oggi pubblica un articolo con questo titolo: “Papa Francesco chiude i conti con il Concilio Trento”.

È vero. È esattamente quello che è accaduto con la “AMORIS FURBIZIA”, ma c’è poco da gioirne. Perché nessun papa ha il potere di rinnegare la legge di Dio e il magistero costante della Chiesa.

Peraltro Bergoglio, con il suo documento, chiude anche i conti con il Vangelo. Perché la Parola di Gesù sull’indissolubilità del matrimonio è chiarissima (“non osi l’uomo separare ciò che Dio congiunge” Mt 19,6) e sempre la Sacra Scrittura comanda: “chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore” (1Cor 11,27).
E – come dice Gesù nel Vangelo di Giovanni – “la Scrittura non può essere annullata”.

Bergoglio si è messo sotto i piedi la Parola di Dio e la Legge di Dio e stamani da Santa Marta tuona contro “i dottori della lettera”, cioè contro coloro che gli ricordano la Parola di Dio e la Legge di Dio.

Egli li paragona a quelli che hanno condannato santo Stefano.
Ma santo Stefano, al contrario, è stato martirizzato proprio perché difendeva la verità, la dottrina cristiana! Era lui il vero dottore della lettera, così come san Francesco d’Assisi predicava il Vangelo “sine glossa”, cioè il Vangelo alla lettera, ricordando a tutti: “guai a quelli che morranno nelli peccata mortali” (Leggere At. 7, 51-59).

E ci sono molti altri santi, da san Giovanni Battista a san Tommaso Moro, che egualmente hanno accettato il martirio per fedeltà alla lettera (quindi allo spirito) del Vangelo, cioè per testimoniare la Legge di Dio e la Legge morale proprio sul matrimonio ( Per saperne di più qua).
Costoro oggi vengono svillaneggiati dal “vescovo di Roma”.
È l’ora delle tenebre.

Antonio Socci

Fonte: https://gloria.tv/article/hMLUauCAUUX
http://www.antoniosocci.com/oltraggio-ai-martiri-bergoglio-decreta-trionfo-erodiade-enrico-viii-san-giovanni-battista-san-tommaso-moro/






Bergoglio decreta el triunfo de Erodías y de Enrique VIII contra San Juan Bautista y Santo Tomás Moro.





Un vaticanista ultrabergoliano ha publicado un artículo con este título : “Papa Francisco cierra las cuentas con el Concilio de Trento”.

Es cierto. Es exactamente lo que ha sucedido con la “AMORIS ASTUCIA”, pero hay poco para alegrarse. Porque ningún papa tiene el poder de negar las leyes de Dios ni el Magisterio constante de la Iglesia.

Por otro lado Bergolio, con su documento, cierra también las cuentas con el Evangelio. Porque la Palabra de Jesús sobre la indisolubilidad del matrimonio es clarísima (“De manera que ya no son dos, sino una sola carne. Que el hombre no separe lo que Dios ha unido” Mt. 19,6) y siempre la Sagrada Escritura manda: “Por eso, el que coma el pan o beba la copa del Señor indignamente tendrá que dar cuenta del Cuerpo y de la Sangre del Señor” (1 Cor 11, 27).
Bergoglio se ha puesto debajo de los pies la Palabra de Dios y la Ley de Dios, y en Santa Marta truena contra “los doctores de la Letra”, es decir contra aquéllos que le recuerdan la Palabra de Dios y la Ley de Dios.

Él los compara con aquéllos que han condenado a San Esteban. Pero San Esteban, al contrario, ha sido martirizado justamente porque defendía la verdad, ¡la doctrina cristiana!. Él era el verdadero Doctor de la Letra, así como San Francisco de Asís predicaba el Evangelio “sine glossa”, es decir el Evangelio en modo literal, recordando a todos: “ ¡ Ay! de aquéllos que mueran en pecado mortal” ( leer Hechos de los apóstoles 7, 51-59)

Y hay muchos otros santos, desde San Juan Baustista hasta Santo Tomás Moro, que también han aceptado el martirio por fidelidad a la Letra (y por lo tanto al Espíritu) del Evangelio, es decir por testimoniar la Ley de Dios y la Ley moral justamente del matrimonio (Leer más acá).

Hoy ellos son injuriados por el “obispo de Roma”.

Es la hora de las tinieblas.

Antonio Socci

Fuente: https://gloria.tv/article/hMLUauCAUUX

http://www.antoniosocci.com/oltraggio-ai-martiri-bergoglio-decreta-trionfo-erodiade-enrico-viii-san-giovanni-battista-san-tommaso-moro/







venerdì 8 aprile 2016

Microchip sottocutaneo il marchio della bestia (666) - Microchip subcutaneo la marca de la bestia (666)





Ap. 13, 16-18: "16Essa fa sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, ricevano un marchio sulla mano destra o sulla fronte, 17e che nessuno possa comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. 18Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: è infatti un numero di uomo, e il suo numero è seicentosessantasei".


Ap 16,2: Partì il primo angelo e versò la sua coppa sopra la terra; e si formò una piaga cattiva e maligna sugli uomini che recavano il marchio della bestia e si prostravano davanti alla sua statua.

Ap 19,20: Ma la bestia fu catturata e con essa il falso profeta, che alla sua presenza aveva operato i prodigi con i quali aveva sedotto quanti avevano ricevuto il marchio della bestia e ne avevano adorato la statua. Ambedue furono gettati vivi nello stagno di fuoco, ardente di zolfo.





Ap. 13, 16-18 :" 16 Así consiguió que todos –pequeños y grandes, ricos y pobres, libres y esclavos– se dejaran poner una marca en su mano derecha o sobre su frente,
17 de manera que nadie podía comprar o vender, si no llevaba marcado el nombre de la Bestia o la cifra que corresponde a su nombre.
18 Para esto se precisa sutileza. El que tenga inteligencia calcule la cifra de la Bestia, porque es una cifra humana: 666".

Ap. 16, 2: "2 El primer Angel fue y derramó su copa sobre la tierra, provocando una llaga maligna y dolorosa en todos los hombres que llevaban la marca de la Bestia y adoraban su imagen".

Ap. 19, 20: "20 Pero la Bestia fue capturada, junto con el falso profeta –aquel que realizaba prodigios delante de la otra Bestia, y así logró seducir a los que llevaban la marca de la Bestia y adoraban su imagen– y ambos fueron arrojados vivos al estanque de azufre ardiente".





Il governo mondiale, l’Anticristo e il Marchio della Bestia, qua

Poder global, el Anticristo y la marca de la Bestiaacá













mercoledì 6 aprile 2016

Il regno di Dio è dentro di voi - El reino de Dios dentro de vosotros está









Libro II- INCOMINCIAMO LE ESORTAZIONI CHE CI INTRODUCONO ALL'INTERIORITA'


Capitolo I

IL RACCOGLIMENTO INTERIORE


(Dal libro "L'imitazione di Cristo" , Tommaso da Kempis, Libro II)


   1.  "Il regno di Dio è dentro di voi" (Lc 17,21), dice il Signore. Volgiti a Dio con tutto il tuo cuore, lasciando questo misero mondo, e l'anima tua troverà pace. Impara a disprezzare ciò che sta fuori di te, dandoti a ciò che è interiore, e vedrai venire in te il regno di Dio. Esso è, appunto, "pace e letizia nello Spirito Santo" (Rm 14,17); e non è concesso ai malvagi. Se gli avrai preparato, dentro di te, una degna dimora, Cristo verrà a te e ti offrirà il suo conforto. Infatti ogni lode e ogni onore, che gli si possa fare, viene dall'intimo; e qui sta il suo compiacimento. Per chi ha spirito di interiorità è frequente la visita di Cristo; e, con essa, un dolce discorrere, una gradita consolazione, una grande pace, e una familiarità straordinariamente bella. Via, anima fedele, prepara il tuo cuore a questo sposo, cosicché si degni di venire presso di te e di prendere dimora in te. Egli dice infatti: Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e verremo a lui e abiteremo presso di lui" (Gv 14,23). Accogli, dunque, Cristo, e non far entrare in te nessun'altra cosa. Se avrai Cristo sarai ricco, sarai pienamente appagato. Sarà lui a provvedere e ad agire fedelmente per te. Così non dovrai affidarti agli uomini. Questi mutano in un momento e vengono meno rapidamente, mentre cristo "resta in eterno" (Gv 12, 34) e sta fedelmente accanto a noi, fino alla fine. Non dobbiamo far molto conto sull'uomo, debole e mortale, anche se si tratta di persona che ci è preziosa e cara; né dobbiamo troppo rattristarci se talvolta ci combatte e ci contrasta. Quelli che oggi sono con te, domani si possono mettere contro di te; spesso si voltano come il vento.





Libro Segundo

EXHORTACIÓN A LA VIDA INTERIOR

Capítulo 1 De la conversación interior

(Del Libro "La imitación de Cristo" de Tomás de Kempis. Libro II)

1. Dice el Señor: "El reino de Dios dentro de vosotros está" (Lc 17,21). Conviértete a Dios de todo corazón, y deja ese miserable mundo, y hallará tu alma reposo.
Aprende a menospreciar las cosas exteriores y darte a las interiores, y verás que se viene a ti el reino de Dios.

sabato 2 aprile 2016

La Festa della Divina Misericordia - Fiesta de la Divina Misericordia

Gesù confido in Te.



(El texto en español está abajo)

La festa della Divina Misericordia


“Desidero che la prima domenica dopo la Pasqua sia la festa della Misericordia” (Diario, 299) – disse Gesù a suor Faustina. Egli esprimeva questo desiderio ben 14 volte, specificando non solo la sua collocazione nel calendario liturgico, ma anche lo scopo dell’istituzione della festa, la preparazione e la solennità della celebrazione.


“Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa passione – disse Gesù, dando il motivo dell’istituzione della festa – concedo loro l’ultima occasione di salvezza, cioè la festa della Mia Misericordia. Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre” (Diario, 965). La festa deve essere un giorno di particolare adorazione a Dio nel mistero della sua Misericordia, la quale è la sorgente di tutte le Sue opere fatte all’uomo, in particolare l’opera della redenzione. La festa è inoltre – per volere di Dio – un giorno di grazia particolare per tutte le anime, specialmente per i peccatori, quelli che hanno più bisogno della Divina Misericordia. “La festa della Mia Misericordia – disse Gesù – è uscita dalle Mie viscere a conforto del mondo intero” (Diario, 1517).

A questo giorno, e più esattamente all’Eucarestia che i fedeli ricevono in questa solennità, è legata la promessa maggiore, ossia la remissione totale delle colpe e delle pene (Diario, 300). Tale grazia è una realtà molto più grande rispetto all’indulgenza totale. Poiché la seconda consiste solo nella remissione delle pene temporali, dovute ai peccati compiuti, ma non è mai una remissione delle stesse colpe. La più peculiare delle grazie, è sostanzialmente superiore alle grazie dei sei sacramenti, ad eccezione del sacramento del battesimo, dato che la remissione delle colpe e delle pene è una grazia sacramentale del solo battesimo. Nelle promesse menzionate, invece, Cristo ha vincolato la remissione delle colpe e delle pene alla santa comunione, ricevuta nel giorno di festa della Misericordia. E’ evidente che la comunione deve non solo essere ricevuta degnamente, ma deve inoltre rispondere alle esigenze fondamentali della devozione alla Misericordia (don I. Różycki).

Il Signore Gesù non limitò la sua generosità ad una sola, seppur particolare, grazia, ma promise che riverserà “un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia (...) in questo giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine” (Diario, 699). La grandezza di questa festa consiste, tra l’altro, nel fatto che tutti gli uomini, anche se appena convertiti in quel giorno, possono partecipare a tutte le grazie e ai benefici temporali, preparati dal Signore Gesù per la festa. Queste grazie possono riceverle sia le singole persone che le comunità, ad una sola condizione di chiederle con una grande fiducia.

sabato 26 marzo 2016

Signore; mio Dio, illuminerai le mie tenebre- Señor; Dios mío, tú iluminarás mis tinieblas







Dai "Discorsi" di Sant'Agostino Vescovo

DISCORSO 221

SULLA NOTTE SANTA
Gioia e splendore di questa santissima notte.

1. Siccome il Signore nostro Gesù Cristo ha reso glorioso con la sua risurrezione il giorno che aveva reso luttuoso con la morte, noi, rievocando i due momenti in un'unica commemorazione solenne, vegliamo ricordando la sua morte, esultiamo aspettando la sua risurrezione. Questa è la nostra festa annuale, questa è la nostra Pasqua, non più figurata nell'uccisione dell'agnello, come per il popolo antico, ma portata a compimento per il popolo nuovo nell'immolazione del Salvatore, perché Cristo nostra Pasqua, è stato immolato 1, e le cose vecchie son passate ed ora ne sono nate delle nuove 2. È se piangiamo è per il peso dei nostri peccati, e se esultiamo, è perché giustificati dalla sua grazia, perché egli è stato messo a morte per i nostri peccati, ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione 3. Per quelli piangiamo, di questo ci rallegriamo, e sempre siamo nella gioia. Quanto per causa nostra e a nostro vantaggio è stato compiuto di triste o anticipato di lieto, non lo lasciamo passare con ingrata dimenticanza, ma lo celebriamo con riconoscente memoria. Vegliamo dunque, carissimi, perché la sepoltura di Cristo si è protratta fino a questa notte, cosicché proprio in, questa notte è avvenuta la risurrezione di quella sua carne che allora fu oltraggiata sul legno, adesso è adorata in cielo e sulla terra. Naturalmente questa notte si considera come facente parte del giorno di domani, che per noi è il giorno del Signore. Ed era opportuno che risorgesse di notte, perché con la sua risurrezione ha rischiarato le nostre tenebre; non per nulla già poco tempo prima si cantava a lui: Illuminerai la mia lampada, Signore; mio Dio, illuminerai le mie tenebre 4. Così la nostra stessa pietà mette in risalto questo mistero così grande; come la nostra fede, rafforzata dalla sua risurrezione, è già sull'attenti, così anche questa notte, già così piena di luci, sia ancor più luminosa per il nostro vegliare, in modo che noi, insieme a tutta la Chiesa diffusa per il mondo intero, possiamo badare in modo giusto a non esser trovati nella notte. Per tanti e tanti popoli, che dovunque questa fulgida solennità ha radunato insieme nel nome di Cristo, il sole è già tramontato, ma il fulgore non se n'è andato, perché a un cielo pieno di luce ha fatto seguito una terra ugualmente piena di luce.

De los "Discrusos" de San Agustín

SERMÓN 221 
Traductor: Pío de Luis, OSA

El día y la noche

1. Con su resurrección, nuestro Señor Jesucristo convirtió en glorioso el día que su muerte había hecho luctuoso. Por eso, trayendo solemnemente a la memoria ambos momentos, permanezcamos en vela recordando su muerte y alegrémonos acogiendo su resurrección. Ésta es nuestra fiesta anual y nuestra Pascua; no ya en figura, como lo fue para el pueblo antiguo, mediante el degüello de un cordero1, sino realizada, como para el pueblo nuevo, mediante el sacrificio del Salvador, pues Cristo, nuestra Pascua, ha sido inmolado2, y lo antiguo ha pasado, y he aquí que todo ha sido hecho nuevo3. Si lloramos es sólo porque nos oprime el peso de nuestros pecados y si nos alegramos es porque nos ha justificado su gracia, pues fue entregado por nuestros pecados y resucitó para nuestra justificación4. Llorando lo primero y gozándonos de lo segundo, estamos llenos de alegría. No dejamos que pase inadvertido con olvido ingrato, sino que celebramos con agradecido recuerdo lo que por nuestra causa y en beneficio nuestro tuvo lugar: tanto el acontecimiento triste como el anticipo gozoso. Permanezcamos en vela, pues, amadísimos, puesto que la sepultura de Cristo se prolongó hasta esta noche, para que en esta misma noche tuviera lugar la resurrección de la carne que entonces, cuando estaba en el madero, fue objeto de burlas y ahora es adorada en cielo y tierra.

Se entiende, en efecto, que esta noche pertenece al día siguiente que consideramos como día del Señor. Ciertamente debía resucitar en las horas de la noche, porque con su resurrección ha iluminado también nuestras tinieblas y no en vano se le había cantado con tanta anticipación: Tú iluminarás mi lámpara, Señor; Dios mío, tú iluminarás mis tinieblas5.

También nuestra devoción hace honor a tan gran misterio, para que como nuestra fe, corroborada por su resurrección, está ya despierta, así también esta noche, iluminada por nuestra vigilia, resplandezca tanto que, junto con la Iglesia extendida por todo el orbe de la tierra, hoy podamos pensar, como es debido, en no ser hallados en la noche. Para tantos y tantos pueblos que, bajo el nombre de Cristo, congregó por doquier esta célebre solemnidad se puso el sol, pero sin dejar de ser de día, pues la luz de la tierra tomó el relevo de la luz del cielo.







mercoledì 23 marzo 2016

In ogni particolare della sua passione Cristo ha voluto significare qualcosa II- .En cada detalle de la pasión Cristo ha querido significar algo III









Dai "Discorsi" di Sant'Agostino Vescovo 

DISCORSO 218

SULLA PASSIONE DEL SIGNORE NELLA PARASCEVE

In ogni particolare della sua passione Cristo ha voluto significare qualcosa.

Le vesti divise.

8. Le sue vesti, divise in quattro parti, che si presero i soldati 23, indicano i suoi sacramenti che avrebbero percorso le quattro parti della terra.

La tunica inconsutile.

9. Quella tunica senza cuciture tessuta tutta d'un pezzo, tirata a sorte e non divisa in parti 24, indica abbastanza chiaramente che, anche se i sacramenti visibili, che sono pure indumenti di Cristo, li possono avere tutti, buoni e cattivi, la fede autentica però, quella che per mezzo della carità opera 25 la pienezza dell'unità (perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato 26), quella non appartiene a chiunque, ma viene elargita come a sorte secondo un'insondabile grazia di Dio. Perciò a Simone [Mago], che aveva il battesimo, ma non aveva questa fede, Pietro disse: Non v'è consorzio né parte alcuna per te in questa fede 27.

La Madre affidata a Giovanni.

10. Che, stando sulla croce, affidò al discepolo prediletto la sua cara madre 28, questo mette convenientemente in luce il suo sentimento umano, mentre come uomo se ne stava morendo. Quest'ora non era ancora arrivata quando, sul punto di cambiare l'acqua in vino, aveva detto a sua madre: Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora 29. Da Maria infatti non aveva preso quel che aveva di divino, come da Maria aveva preso quel che [ora] pendeva sulla croce.

L'aceto dato con la spugna.

11. Quando disse: Ho sete, dai suoi si aspettava la fede; ma poiché venne tra la sua gente e i suoi non l'hanno accolto 30, anziché il refrigerio della fede, gli diedero l'aceto dell'infedeltà, e questo con la spugna. Proprio a una spugna van paragonati non i robusti, ma i gonfi; non quelli che sono aperti al retto sentiero della confessione, ma i cavernosi, pieni dei tortuosi anfratti delle insidie. Ed egli ricevette da bere con l'issopo 31; questa è un'umile pianta e si dice che si attacca alla pietra con una radice fortissima. E tra quella gente c'erano di quelli a cui questo delitto era destinato a diventar motivo per umiliare la propria anima pentendosi e rinnegandolo. E lui, che veniva prendendo l'aceto con l'issopo, li conosceva. E proprio per essi pregò, come attesta un altro Evangelista, quando, appeso alla croce, esclamò: Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno 32.

La morte col capo reclinato.

12. Con le parole: Tutto è compiuto, e poi, chinato il capo, spirò 33, fa vedere non la necessità ineluttabile, ma anzi il potere che egli ha sulla sua morte, dal momento che aspetta, finché tutto sia compiuto di quanto era stato profetato su di lui. Difatti anche questo era stato scritto: Nella mia sete mi hanno dato da bere l'aceto 34. E mostra che ha il potere di dare la sua vita, come lui stesso dichiarò 35. E rese lo spirito con umiltà, ossia col capo reclinato; nella risurrezione poi lo riprenderà col capo eretto. Che questa morte e l'abbassamento del capo fossero segno di grande potenza, l'aveva preannunciato il patriarca Giacobbe quando benedisse Giuda, dicendo: Ti sei risollevato che giacevi, accovacciato come un leone 36. Col risollevarsi allude alla morte, col leone indica la potenza.

Le ginocchia spezzate ai ladroni, non a Cristo.

13. Che agli altri due fossero state spezzate le gambe, mentre a lui no perché già morto, il Vangelo stesso spiega perché sia successo. Bisognava infatti che anche con questo segno fosse messo in evidenza che il riferimento era con la Pasqua dei Giudei anticipata profeticamente, in cui veniva prescritto che le ossa dell'Agnello non venissero spezzate 37.

Il sangue e l'acqua del fianco di Cristo.

14. Il fianco squarciato dalla lancia, che effuse sulla terra sangue ed acqua, indica senza dubbio i sacramenti coi quali si forma la Chiesa; come fu formata Eva dal fianco di Adamo 38, che dormiva, che era simbolo del futuro.

Sepoltura fatta da Giuseppe e Nicodemo.

15. Giuseppe e Nicodemo lo seppelliscono 39. Secondo alcuni interpreti di questi nomi, Giuseppe vuol dire "Aumentato", e Nicodemo, nome greco, è noto a molti che è composto da vittoria e popolo; infatti vuol dire vittoria e popolo. E chi, nella morte, è più aumentato di lui, secondo quel che disse: Se il chicco di grano non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto 40? Chi, proprio con la morte, meglio di lui vinse quel popolo persecutore, lui che, risorgendo, ne sarebbe diventato il giudice?







De los "Discrusos" de San Agustín SERMÓN 218
Traductor: Pío de Luis, OSA

La pasión del señor

En cada detalle de la pasión Cristo ha querido significar algo.

9. El hecho de que, en vez de partirla, sortearan la única túnica, inconsútil33, demuestra con suficiencia que los sacramentos visibles, aunque también ellos son vestimenta de Cristo, puede tenerlos quienquiera, independientemente de que sea bueno o malo; en cambio, la fe pura, que obra la perfección de la unidad mediante la caridad34 -caridad derramada desde lo alto en nuestros corazones por el Espíritu Santo que se nos ha dado35-, no pertenece a quienquiera, sino a quien le sea donada como en suerte por una misteriosa gracia de Dios. Por eso dijo Pedro a Simón, que estaba en posesión del bautismo, pero no de la fe: No tienes lote ni parte en esta fe36.

Coroncina alla Divina Misericordia

Coroncina della Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska): “Oh! che grandi grazie concederò alle anime che reciteranno questa coroncina” (Diario, 848). “Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla mia volontà”. (Diario, 1731). “Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell’ora della morte. ” Gesù ha raccomandato di recitare la coroncina a qualsiasi ora ma in particolare nell'ora della propria morte, ossia le 3 del pomeriggio, che Lui stesso ha chiamato un'ora di grande misericordia per il mondo intero. "In quell'ora dice Gesù non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia Passione" (Diario, 687)..

Coronilla de la Divina Misericordia

Coronilla de la Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska)“Por el rezo de este Rosario, me complace dar todo lo que me pidan. Quien lo rece, alcanzará gran Misericordia en la hora de su muerte. Aunque sea un pecador empedernido, si reza este Rosario, aunque sea una sola vez, logrará la gracia de mi infinita Misericordia”.“Si se reza este Rosario delante de los moribundos, se calma la ira de Dios, y su insondable Misericordia se apodera de su alma. Cuando recen este Rosario al lado del moribundo, me pondré entre el Padre y el alma moribunda, no como justo Juez, sino como Redentor Misericordioso”.

"Se stai cercando Dio e non sai da che parte cominciare, impara a pregare e assumiti l'impegno di farlo ogni giorno..."(Teresa di Calcutta)

Si estás buscando a Dios y no sabes como empezar, aprende a rezar, asume el compromiso de hacerlo cada día...(Teresa de Calcuta)

Apparizioni di Garabandal: Un avviso, un miracolo, un castigo (clic sull'immagine)

Apariciones de Garabandal: Un Aviso, un Milagro, un Castigo (Clic sobre la imagen)