«Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gv 8,12

«Yo soy la luz del mundo. El que me sigue no andará en tinieblas, sino que tendrá la luz de la Vida». Jn 8,12

L'inferno esiste- El infierno existe y es eterno

L'inferno esiste- El infierno existe y es eterno
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giovedì 13 aprile 2017

Le mani tese di Dio verso gli uomini - Las manos de Dios tendidas a los hombres










Le mani tese di Dio verso gli uomini. - Dice Gesù: "Non voglio punire l'umanità che soffre. La mia mano impugna mal volentieri la spada della giustizia. Prima del giorno del giudizio, invio il giorno della misericordia. Tutta l'umanità conosca che infinita è la mia pura bontà nei suoi confronti. Questa conoscenza e questa fede sono il segno dell'era finale. Seguirà il giorno del giudizio. Finché è tempo, ricorrano tutti alle sorgenti della mia misericordia; aprano l'anima loro al sangue e all'acqua, che, sulla croce, per tutti è scaturito!" (Pensieri di Santa Faustina Kowalska).

Las manos de Dios tendidas a los hombres. – Dice Jesús: “No quiero castigar a la humanidad que sufre. Mi mano toma con mala gana la espada de la justicia. Antes del día del juicio, envío el día de la misericordia. Toda la humanidad conozca que infinita es mi bondad para ella. Seguirá luego el día del juicio. Mientras estén a tiempo, recurran a todas las fuentes de mi misericordia; ¡abran el alma a la sangre y agua, que, sobre la cruz, para todos ha brotado!” (Pensamientos de Santa Faustina Kowalska).

Il recipiente. - Era passato qualche tempo. Gesù mi disse: "Lo sguardo che vi rivolgo dall'immagine è quello stesso con cui io vi guardavo dalla croce. Con quest'immagine, offro all'umanità il recipiente mediante il quale possa attingere grazie alla sorgente della mia misericordia. Il recipiente è esattamente questo quadro con la sua scritta: Gesù, confido in te!" (Pensieri di Santa Faustina Kowalska).

El recipiente: Había pasado algún tiempo. Jesús me dijo: “La Mirada que dirijo desde la imagen es  la misma con que yo os miraba desde la cruz. Con esta imagen, ofrezco a la humanidad el recipiente mediante el cual puede recoger gracias de la fuente de mi misericordia. El recipiente es exactamente este cuadro en el que está escrito: ¡Jesús en Vos confío!” (Pensamientos de Santa Faustina).

I raggi del crocefisso. - Venerdì Santo. Sono le tre del pomeriggio e ascolto dalla bocca di Gesù queste parole: "Desidero che l'immagine della mia misericordia riceva un culto universale". D'un tratto, vidi Gesù in croce: dal suo petto uscivano i medesimi due raggi che si trovavano sul quadro (Pensieri di Santa Faustina Kowalska).

Los rayos del crucifijo: Viernes Santo. Son las tres de la tarde y escucho de la boca de Jesús estás palabras: “Deseo que la imagen de mi misericordia reciba un culto universal”. De repente, ví a  Jesús en la cruz: de su pecho salían los mismos rayos que se encontraban en el cuadro (Pensamientos de Santa Faustina Kowalska)

I tesori delle grazie. - Rividi Gesù issato sulla croce. Dalla ferita del suo cuore, uscivano unitamente allo splendore dei due raggi, cascate di perle preziose e di diamanti. Molte anime raccoglievano quei doni. Le più vicine a Lui ne raccoglievano in sovrabbondanza non solo per se stesse, ma anche per gli altri. Gesù mi disse: "Questi sono i tesori delle grazie che riverso sulle anime. Non tutte ne sanno approfittare in ugual modo. Figlia mia, riproduci la mia misericordia nel tuo cuore, affinché tu che l'annunci a tutto il mondo ne arda tu stessa per prima. È la tua missione conquistarmi delle anime con la preghiera e con il sacrificio, convincendole a fidarsi totalmente della mia misericordia" (Pensieri di Santa Faustina Kowalska).


Los tesoros de las gracias.  – Volví a ver a Jesús elevado en la cruz. De la herida de su corazón, salían unidamente al resplandor de los dos rayos, cascadas de perlas preciosas y de diamantes. Muchas almas recogían aquellos dones. Las más cercanas a Él, los recogían en gran abundancia, no sólo para sí mismas, sino también para los otros. Jesús me dijo: “Estos son los tesoros de las gracias que derramo sobre las almas. No todas saben aprovecharlos de igual modo. Hija mía, reproduce mi misericordia en tu corazón, para que en ti que la anuncias a todo el mundo, ardas primero en ella. Es tu misión conquistarme las almas con la oración y el sacrificio, convenciéndolas a confiar totalmente en mi misericordia” (Pensamientos de Santa Faustina Kowalska). 

Il Venerdì Santo comincia la Novena della Divina Misericordia, per saperne di più qua e qua 

El Viernes Santo comienza la Novena de la Divina Misericordia, para saber más acá  y acá





mercoledì 5 aprile 2017

Don Minutella: nascondersi nelle catacombe per dir messa - Padre Minutella: “Tomemos posiciones antes de que cambien la Misa”




El texto en español está abajo

Fonte: 

Don Alessandro Minutella, sacerdote palermitano, parroco della Parrocchia San Giovanni Bosco, dottore in dogmatica e in storia del dogma cristiano, esperto Internazionale del teologo Hans Urs Von Balthasar, scrittore prolifico, produttore di video cattolici su youtube, Facebook e Gloria TV, nonché guida spirituale, è stato rimosso dall’Arcivescovo di Palermo Mons. Lorefice per aver sollevato dubbi e perplessità sulle ultime novità introdotte dalla chiesa di Bergoglio. 
La West Africa Corporation lo ha raggiunto telefonicamente per approfondire il caso.

Dunque Don Alessandro, le sono stati dati 15 giorni per lasciare la Parrocchia, giusto?
Dove andrà allo scadere?
Non lo so esattamente perché alla richiesta di lasciare la Parrocchia non corrisponde un’altra destinazione di carattere pastorale e questo è abbastanza singolare perché diciamo che in salute sto abbastanza bene.

Quindi giustamente non ha bisogno di prendersi il periodo di riposo che le è stato detto..
Esatto, esattamente.
Ho detto al Vescovo che non ho alcuna intenzione di riposare perché lo farò poi nella Patria Eterna, ora è tempo di lottare e difendere la fede. Quindi non so esattamente quali potranno essere le frontiere pastorali dell’annuncio della fede, della difesa della sana dottrina. Vedremo..

E perché dice che dovrà nascondersi nelle catacombe per dir messa?
In realtà questa è una maniera per far comprendere che la vera Chiesa, quella che rimane ancora autenticamente Cattolica, è destinata – chissà per quanto tempo, solo Dio lo sa, come prevede peraltro anche il Catechismo della Chiesa Cattolica – in questa prova finale a starsene piuttosto clandestina.

Ma perché un simile provvedimento?
Nel provvedimento dell’Arcivescovo si parla inoltre di confusione che lei starebbe creando. Cosa ne pensa?
Il Vescovo usa la parola confusione però subito dopo aggiunge la parola scandalo..

Che è ancora peggio..
Appunto per quello la rimarco. La parola scandalo mi sembra veramente una parola molto forte e oltre ogni misura.

Si parla anche di obbedienza verso i superiori a cui lei è tenuto.
Ma l’obbedienza vale anche quando viene cambiata la Verità e viene messa in discussione la vera Dottrina Sociale della Chiesa insegnata da Gesù? Dopotutto, fino a che punto si è tenuti all’obbedienza?
No, no, non si è tenuti all’obbedienza.
San Tommaso D’Aquino dice che in quel caso diventa sudditanza. Quando viene imposta un’obbedienza che non aderisce al criterio della giustizia e financo a quello della verità, quindi un’obbedienza senza verità e senza giustizia, diventa imposizione. E quindi non si chiede più un’obbedienza in senso teologico come quella di Gesù Cristo al Padre, ma diventa sudditanza. Con ogni chiarezza San Tommaso D’Aquino nella Summa Theologiae dice che in quel caso non bisogna obbedire.
Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini, quindi quando gli uomini al Governo si fanno interpreti non della legge di Dio, non della volontà di Dio, ma dei propri capricci e delle proprie ideologie, lì non bisogna obbedire.

Come ha reagito la comunità, non appena appresa la notizia? So che lei è molto legato ai suoi fedeli. Oltre che essere molto seguito, riempie le Chiese, senza dover necessariamente fare aperitivi..
Questo è abbastanza singolare. Vorrei a tal riguardo ringraziare il Cardinale Sarah che ieri ha fatto quella dichiarazione dicendo che i problemi nella Chiesa se non financo allo scisma sono procurati da una distorsione veramente senza precedenti della Liturgia. Infatti la Liturgia è la prima fonte di evangelizzazione.
Ha ragione lei. Non so da quali fonti attinga però le posso confermare che effettivamente dovunque vado, quando si sa che ci sono io, lì la Chiesa si riempie.
Non so questo da cosa dipenda..
Ci sarà il carisma evidentemente, ma per quello che mi riguarda c’è un rispetto direi quasi ossessivo per le norme liturgiche..
Quindi da questo punto di vista veramente la comunità che guido, la comunità parrocchiale innanzitutto.. poi direi anche la comunità virtuale perché sono seguito in tutta Italia grazie a Radio Domina con grande sconcerto, con grande sofferenza, con grande dolore.

Tra l’altro la cosa strana è che in questo periodo di crisi della fede lei è molto seguito.
Allora io mi chiedo: ma che cosa vedono in lei? Che cosa cercano in lei? Uno che asseconda ogni richiesta, come la chiesa di Bergoglio? Oppure forse queste persone sono alla ricerca di certezza e verità, rispetto delle tradizioni e del Vangelo, spiraglio di luce, speranza?
Guardi le dirò la verità, poc’anzi leggevo uno dei tanti blog che vanno addosso al sottoscritto dove venivo paragonato da un gruppo di professorini di teologia al ‘Masaniello’ della Chiesa Cattolica..
Proprio questo mi fa molto riflettere..
Le dirò la verità: io credo che questo seguito in tutta Italia sia dato dal fatto che come prete mi sono presentato non alla maniera dei tanti che scrivono dalla cattedra seduti comodamente nelle loro poltrone. Lì non c’è nessuna battaglia, non c’è nessuna riscossa e nessuna resistenza. Io mi sono messo in gioco perché sono sceso in campo. Quindi scendendo in campo sapevo a cosa potevo andare in contro.

Credo che la gente, il popolo di Dio, questo tanto decantato popolo di Dio, come la Lumen Gentium, il documento dogmatico, la concezione dogmatica del Concilio Vaticano II sottolinea che la Chiesa è il popolo di Dio.. ecco il popolo di Dio ha percepito da parte mia questo mio bisogno, da pastore, da ‘chi fa odor di pecore’ come dice Francesco, di scendere in campo per dire che c’è qualcosa che non va. La gente l’ha percepito ed ecco la risposta che sta infastidendo non solo l’establishment ma anche tutto l’insieme di questi ‘maitre à penser’ che pensavano fosse sufficiente all’allungo con la denuncia senza però mai darsi da fare.

venerdì 31 marzo 2017

Il Vescovo della bicicletta toglie la parrocchia al prete critico- El Obispo de la bicicleta saca de la parroquia al cura crítico.






El texto en español está abajo

PALERMO. IL VESCOVO IN BICICLETTA TOGLIE LA PARROCCHIA E IMPONE IL SILENZIO AL PRETE CRITICO.


 MARCO TOSATTI 

Il Vescovo di Palermo, Corrado Lorefice, ha imposto a don Alessandro Minutella di lasciare la parrocchia di cui è responsabile entro quindici giorni, di mantenere il più rigoroso silenzio e di prendersi un periodo di riposo. Qui sotto l’annuncio pubblicato da don Minutella stesso, che alle 17.30 in parrocchia spiegherà il provvedimento, motivato, a quanto sembra, dal suo non essere “in comunione ecclesiale”.

Don Minutella è molto critico dell’attuale situazione ecclesiale.
Chi è interessato può sentire questa sua omelia-annuncio, pubblicata su Facebook il 25 marzo, in cui si convoca per il 22 aprile prossimo, al Palazzetto dello Sport Palaferroli di Verona, un raduno di preghiera e di fede, per una resistenza cristiana dei cattolici stufi dell’eresia strisciante “portata avanti dal governo stesso della Chiesa”. I partecipanti devono venire con la corona del Rosario, e si consiglia di far precedere l’evento da un’ora di adorazione eucaristica notturna. Le iscrizioni, dice don Minutella nel suo appello si fanno direttamente su Facebook a Radio Domina Nostra. “Portate bandiere bianche e gialle del Vaticano – chiede il sacerdote – quella bellissima bandiera con le chiavi di San Pietro”. E sarà chiesta una benedizione al Santo Padre Benedetto XVI. “Scendiamo in campo prima che tocchino la Santa Messa”.
Nel suo annuncio- omelia di circa quindici minuti il sacerdote sottoposto a sanzioni dal vescovo di Palermo, non le manda a dire; e vuole esprimere, così afferma, il disagio di tanti cattolici che non hanno voce, e che stanno vivendo “una stagione di profondo smarrimento”, per una Chiesa che sta preparando “una forma di sintesi di tutte le eresie del passato”, nelle “sabbie mobili di una teologia liquida, un falso modello di Chiesa”. Una Chiesa “confusa, bizzarra e stravagante, a volte ridicola”. C’è un “imperante relativismo morale che in Benedetto XVI aveva trovato un argine, grazie anche allo straordinario dono del Concilio Vaticano II”.
Ma dopo la rinuncia, e nel tempo attuale “Quelli che erano diventati antipapisti ora sono diventati ultrapapisti, quasi idolatri. L’eucarestia è diventata pane del cammino, cibo di fraternità senza più nemmeno un minimo accenno qualche volta forse timido alla presenza reale”. Una Chiesa in anarchia, che pratica, in Italia, “un’amnesia colpevole” su temi come aborto, eutanasia, divorzio e gender”, che vive “un maniacale e ossessionato bisogno di ecumenismo”, con il rischio di una “sincretismo pancristiano e forse panreligioso”.
Prima delle sanzioni prese da mons. Lorefice, don Minutella avvertiva che “Il Sinedrio vuole zittire chi non è d’accordo”, chi è choccato dalle “corse in bicicletta all’altare e dagli aperitivi finali dopo la messa al posto del ringraziamento”. L’accenno è al vescovo di Palermo a cui fu regalata una bicicletta e che vi salì subito, in cattedrale, con le vesti liturgiche e la mitra, come si vede dalla fotografia, il giorno dell’insediamento.

Don Minutella fa i nomi di Enzo Bianchi, Alberto Melloni, Antonio Spadaro, Bruno Forte e Walter Kasper come i protagonisti di questa Chiesa del dialogo e della misericordia che sotto quelle parole “Nascondono l’arma della condanna dell’emarginazione e del sospetto verso chi non si omologa al loro pensiero”.
Don Minutella critica gli ipertradizionalisti che guardano questa Chiesa “agonizzante” e “Un governo che si presenta con il volto della misericordia e del dialogo e che invece sta diffondendo sempre di più un clima di terrore e di paura quasi alla maniera delle dittature di sapore populista”, aggiungendo che “chi esprime disagio non sono farisei dal cuore duro”, ma persone che amano la Chiesa cattolica. Per questo, in un momento in cui “l’eresia è portata avanti dal governo stesso della Chiesa” tocca ai cattolici resistere. Don Minutella usa il termine greco upomoné, perseveranza, fermezza, resistenza non in senso politico o di rivoluzione, ma “difesa della sana dottrina fino a quando il Signore non tornerà”, contro “i diktat della falsa chiesa”.
Annuncia che è un tempo di martirio, “dovremo soffrire, forse io per primo, forse sarò sospeso, sottoposto a sanzioni canoniche, un sacerdote che ha dato la vita al suo ministero e alle anime, come è sotto gli occhi di tutti, ci tocca essere condannati , ma tenere la fiaccola cattolica accesa in attesa che la bufera del falso profeta si esaurisca ai piedi della Donna vestita di sole”.
Don Minutella cita spesso l’Apocalisse: siamo nel tempo del Drago Rosso, dice. Chiede a tutti di venire allo scoperto, e al Papa, prima di recarsi a Fatima, di chiarire la sua risposta ai Dubia, dicendo che non vuole permettere la comunione ai divorziati risposati. “Ci aggrappiamo al Concilio vaticano II”, dice ancora, ricordando che grandi santi, come Sant’Atanasio e Sana Teresa d’Avila subirono sanzioni e corsero rischi canonici per difendere la fede e il cattolicesimo.
PALERMO. EL OBISPO EN BICICLETA SACA DE LA PARROQUIA E IMPONE EL SILENCIO AL CURA CRÍTICO.
Di Marco Tasatti

El Obispo de Palermo, Corrado Lorefice, ha impuesto al Padre Alessandro Minutella, que deje la parroquia de la cual es responsable  dentro de quince días, que mantenga el más riguroso silencio y que se tome un período de descanso. Acá abajo el anuncio publicado por el mismo padre Minutella , que a las 17,30 en la parroquia explicará  la resolución, motivada, según parece, por no estar “en comunión eclesial”.
Comunicado del Padre Minutella.
El obispo de Palermo me ha entregado un Decreto donde me ordena dejar la Parroquia dentro de 15 días. Y que no hable más desde ningún lugar. Que me tome un tiempo de descanso. La culpa es que estoy en contra de la comunión eclesiástica. Mañana a las 17,30 comunicaré en la Parroquia la decisión de mi Obispo y las consecuencias. Adelante con María. Quisiera que sientan la paz y el gozo que yo tengo en el corazón. Dios ama a quien se expone por amor a la Santa verdad católica…
El Padre Minutella es muy crítico de la actúal situación eclesiastica.
Quien está interesado puede escuchar (en italiano) esta homilía suya- anuncio , publicada en Facebook el 25 de marzo https://www.facebook.com/radiodominanostra/videos/1868817286696857/, en la cual se convoca para el 22 de abril próximo, al Palazzetto dello Sport Palaferroli de Verona, a un encuentro de oración y de fe, para una resistencia cristiana de los católicos fastidiados de la herejía servil “llevada a cabo por el mismo gobierno de la Iglesia”. Los participantes deben ir con las cuentas del Rosario, y se aconseja  hacer antes del evento una hora de adoración eucarística nocturna. Las inscripciones, dice el Padre Minutella, en su llamada, se hacen directamente en Facebook en la página di Radio Domina Nostra- “Traigan banderas blancas y amarillas del Vaticano- nos pide el sacerdote- esta bellísima bandera con las llaves de San Pedro”. Y se pedirá una bendición al Santo Padre Benedicto XVI. Descendamos en batalla antes que toquen la Santa Misa”.

martedì 14 marzo 2017

Il digiuno di Quaresima - El Ayuno cuaresmal





El texto en español está abajo

DISCORSO 210 di Sant'Agostino qua

QUARESIMA

Alcune domande.
1. 1. È arrivato il tempo sacro che ci esorta ad umiliare la nostra anima con le preghiere e con i digiuni e a castigare il nostro corpo più che negli altri tempi dell'anno. Ma perché questo tempo si celebra all'approssimarsi della solennità della passione del Signore? E quale mistero racchiude il numero quaranta? Poiché alcuni solitamente si pongono queste domande, doverosamente ci accingiamo a parlarvi di questo argomento, dato che il Signore si è degnato di farci il dono di parlarne alla vostra Carità. Sappiamo che essi desiderano apprendere queste cose non per farne delle dispute ma con l'unico scopo di conoscerle: la loro fede e la loro pietà ci aiuteranno molto ad impetrare quanto dovremo dire.

Perché il digiuno quaresimale prima del Battesimo?.
1. 2. Si è soliti porre la questione: perché il Signore Gesù Cristo - il quale, assunto un corpo umano e fattosi uomo, è apparso in mezzo agli uomini proprio per darci l'esempio di come vivere, come morire e come risorgere - digiunò non prima di battezzarsi ma dopo il battesimo? Così è scritto infatti nel Vangelo: Appena battezzato Gesù uscì subito dall'acqua ed ecco si aprirono i cieli e vide lo Spirito di Dio scendere e venire sopra di sé. Ed ecco una voce dai cieli che diceva: questi è il mio Figlio diletto nel quale mi sono compiaciuto. Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo. Egli, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, finalmente ebbe fame 1. Noi invece, insieme a coloro che dovranno ricevere il battesimo, digiuniamo prima che arrivi il giorno del loro battesimo, che coincide con il giorno di Pasqua; dopo Pasqua invece per cinquanta giorni mitighiamo i nostri digiuni. Questo fatto giustamente susciterebbe una certa inquietudine se fosse lecito battezzare o farsi battezzare soltanto nel solennissimo giorno di Pasqua. Mentre però in nessun giorno dell'anno è proibito amministrare il battesimo secondo la necessità e la volontà di ciascuno - così ha concesso colui che diede loro il potere di diventare figli di Dio 2 -, è lecito celebrare l'anniversario della passione del Signore soltanto in un determinato giorno dell'anno che si chiama Pasqua. Ne consegue che non bisogna assolutamente identificare il sacramento del battesimo con la Pasqua. Il battesimo lo si può ricevere in qualunque giorno; la Pasqua invece la si può celebrare soltanto in un solo e determinato giorno dell'anno. Il battesimo è dato per ricevere la vita nuova; la Pasqua serve per ricordare un fatto importante della nostra fede. Che la maggior parte dei battesimi che si debbono conferire confluisca nel giorno di Pasqua dipende non dal fatto che in quel giorno la grazia della salvezza è più abbondante, ma li attira la maggiore gioia di quella festa.

Il Battesimo di Gesù e quello di Giovanni.
2. 3. Che cosa si può dire anche sul fatto che bisogna distinguere il battesimo di Giovanni che Cristo ricevette dal battesimo di Cristo che i suoi fedeli ricevono? Infatti, per il fatto che Cristo è migliore del cristiano, il battesimo con cui è stato battezzato Cristo non è migliore di quello con cui viene battezzato il cristiano. Ma proprio perché è di Cristo, questo battesimo va preposto a quello che ha ricevuto Cristo. Giovanni infatti battezzò Cristo riconoscendo di essere inferiore a Cristo; Cristo invece battezza il cristiano, mostrando di essere più grande di Giovanni. Così come migliore della circoncisione della carne, che anche Cristo ha ricevuto ma che nessun cristiano oggi riceve, è il sacramento della risurrezione di Cristo. Con questo il cristiano viene come circonciso per spogliarsi della vita vecchia vissuta secondo la carne, seguendo la raccomandazione dell'Apostolo: Come Cristo risuscitò dai morti per la gloria del Padre, cosi anche noi camminiamo in una vita nuova 3. Così come la stessa antica Pasqua, che è prescritto di celebrare con l'uccisione di un agnello 4, non per il fatto che Cristo l'ha celebrata insieme ai suoi discepoli 5 è migliore della nostra Pasqua nella quale Cristo è stato immolato. Fu necessario infatti, per dare a noi un esempio di umiltà e di pietà, che Cristo venendo sulla terra si degnasse di accettare anche quei sacramenti che preannunciavano la sua futura venuta; con questo ci ha mostrato con quali sentimenti di devozione noi ora dobbiamo accogliere i sacramenti della nostra fede che ci annunciano la sua già realizzata venuta. Pertanto per il fatto che Cristo subito dopo aver ricevuto il battesimo di Giovanni iniziò il digiuno, non bisogna pensare che con ciò abbia voluto darci come una regola di condotta, come se si dovesse cominciare a digiunare subito dopo aver ricevuto il battesimo di Cristo. Semplicemente con questo esempio ci ha insegnato che bisogna digiunare quando la lotta con il tentatore si fa più aspra. Infatti Cristo, che si è degnato di nascere come uomo, non ricusò neanche di essere tentato come uomo, affinché il cristiano, ammaestrato dal suo esempio, potesse non essere superato dal tentatore. Quando l'uomo deve sostenere una simile lotta nella tentazione sia subito dopo il battesimo, sia anche dopo qualunque periodo di tregua, bisogna digiunare: affinché il corpo, mortificandosi, sia in grado di portare a termine la sua lotta e l'anima, umiliandosi, possa impetrare la vittoria. Nel caso del Signore la causa del suo digiuno non è stata dunque il battesimo nel Giordano ma la tentazione del diavolo.

sabato 18 febbraio 2017

Cambiare l’Eucaristia è Uccidere la Chiesa - Destruir la Eucaristia es matar la Iglesia


Bellissimo programma sull'Eucaristia. Testo del dott José Galat, Rettore dell'Univeirsità La Gran Colombia di www.Teleamiga.com + Un Café con Galat, Estratto e Tradotto da: nosotrostv.co/…/destruir-la-euc…





Programa dirigido por el Dr. José Galat, presidente de la Universidad La Gran Colombia di www.Teleamiga.com 




Sulla medicina per i peccatori, le opposte ricette di Ratzinger e Bergoglio - Sobre la medicina para los pecadores, las recetas opuestas de Ratzinger y Bergoglio







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Articolo pubblicato nel blog Settimo Cielo di Sandro Magister qua 

Viste le istruzioni dei vescovi della regione di Buenos Aires – approvate per iscritto da papa Francesco –, dei vescovi di Malta, di altri vescovi ancora e da ultimo della conferenza episcopale della Germania, è ormai evidente che l'argomento principe sul quale i novatori fanno leva per giustificare la comunione ai divorziati risposati è quello adombrato in questa frase suggestiva di "Amoris laetitia", a sua volta ripresa da "Evangelii gaudium", il documento programmatico dell'attuale pontificato:
"L’Eucaristia non è un premio per i perfetti ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli".
È un'asserzione, questa, che è frequentemente associata – anche nella predicazione di Jorge Mario Bergoglio – ai pasti che Gesù consumava con i peccatori.
Ma è anche un'asserzione che è stata messa a nudo e criticata a fondo da Benedetto XVI.
Basta porre a confronto i testi dell'uno e dell'altro papa per verificare quanto siano tra loro in contrasto.
*
In papa Francesco l'associazione tra l'Eucaristia e i pasti di Gesù con i peccatori è postulata in forma allusiva e con lo studiato ausilio di note a piè di pagina:
In "Amoris laetitia" il passaggio chiave è nel paragrafo 305:
"A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato – che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno – si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carità, ricevendo a tale scopo l’aiuto della Chiesa".
Al quale è agganciata la nota 351:
"In certi casi, potrebbe essere anche l’aiuto dei Sacramenti. Per questo, 'ai sacerdoti ricordo che il confessionale non dev’essere una sala di tortura bensì il luogo della misericordia del Signore' (Esort. ap. Evangelii gaudium [24 novembre 2013], 44: AAS 105 [2013], 1038). Ugualmente segnalo che l’Eucaristia 'non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli' (ibid., 47: 1039)".
Se poi si risale a "Evangelii gaudium", ecco che cosa si legge nel paragrafo 47:
"Tutti possono partecipare in qualche modo alla vita ecclesiale, tutti possono far parte della comunità, e nemmeno le porte dei Sacramenti si dovrebbero chiudere per una ragione qualsiasi. […] L’Eucaristia, sebbene costituisca la pienezza della vita sacramentale, non è un premio per i perfetti ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli".
Anche qui con un rimando a una nota, la 51:
"Cfr Sant’Ambrogio, De Sacramentis, IV, vi, 28: PL 16, 464: 'Devo riceverlo sempre, perché sempre perdoni i miei peccati. Se pecco continuamente, devo avere sempre un rimedio'; ibid., IV, v, 24: PL 16, 463: 'Colui che mangiò la manna, morì; colui che mangia di questo corpo, otterrà il perdono dei suoi peccati'; San Cirillo di Alessandria, In Joh. Evang. IV, 2: PG 73, 584-585: 'Mi sono esaminato e mi sono riconosciuto indegno. A coloro che parlano così dico: e quando sarete degni? Quando vi presenterete allora davanti a Cristo? E se i vostri peccati vi impediscono di avvicinarvi e se non smettete mai di cadere – chi conosce i suoi delitti?, dice il salmo – voi rimarrete senza prender parte della santificazione che vivifica per l’eternità?'".
*
In Joseph Ratzinger teologo e papa, invece, ci troviamo in presenza di un'argomentazione serrata, mirata a provare l'insostenibilità dell'associazione tra l'Eucaristia e i pasti di Gesù con i peccatori, con le conseguenze che ne derivano.
Ecco come egli sviluppa tale argomentazione nelle pagine 422-424 del volume XI dei suoi Opera Omnia, "Teologia della Liturgia", pubblicato nel 2008 a cura dell'attuale prefetto della congregazione per la dottrina della fede, cardinale Gerhard L. Müller:
"La tesi secondo cui l'Eucaristia apostolica si ricollega alla quotidiana comunità conviviale di Gesù con i suoi discepoli […] viene in ampi circoli radicalizzata nel senso che […] si fa derivare l'Eucaristia più o meno esclusivamente dai pasti che Gesù consumava con i peccatori.
"In tali posizioni si fa coincidere l'Eucaristia secondo l'intenzione di Gesù con una dottrina della giustificazione rigidamente luterana, come dottrina della grazia concessa al peccatore. Se infine i pasti con i peccatori vengono ammessi come unico elemento sicuro della tradizione del Gesù storico, si ha per risultato una riduzione dell'intera cristologia e teologia su questo punto.
"Ma da ciò segue poi un'idea dell'Eucaristia che non ha più nulla in comune con la tradizione della Chiesa primitiva. Mentre Paolo definisce l'accostarsi all'Eucaristia in stato di peccato come un mangiare e bere "la propria condanna" (cf. 1 Cor 11, 29) e protegge l'Eucaristia dall'abuso mediante l'anatema (cf. 1 Cor 16, 22), appare qui addirittura come essenza dell'Eucaristia che essa venga offerta a tutti senza alcuna distinzione e condizione preliminare. Essa viene interpretata come il segno della grazia incondizionata di Dio, che come tale viene offerta immediatamente anche ai peccatori, anzi, anche ai non credenti, una posizione che, comunque, ha ormai ben poco in comune anche con la concezione che Lutero aveva dell'Eucaristia.
"Il contrasto con l'intera tradizione eucaristica neotestamentaria in cui cade la tesi radicalizzata ne confuta il punto di partenza: l'Eucaristia cristiana non è stata compresa partendo dai pasti che Gesù ebbe con i peccatori. […] Un indizio contro la derivazione dell'Eucaristia dai pasti con i peccatori è il suo carattere chiuso, che in questo segue il rituale pasquale: come la cena pasquale viene celebrata nella comunità domestica rigorosamente circoscritta, così esistevano anche per l'Eucaristia fin dall'inizio condizioni d'accesso ben stabilite; essa veniva celebrata fin dall'inizio, per così dire, nella comunità domestica di Gesù Cristo, e in questo modo ha costruito la 'Chiesa'".
*
È evidente che da questa argomentazione di Ratzinger deriva il divieto della comunione ai divorziati risposati, e non solo ad essi: divieto che ha trovato chiara espressione nel suo magistero da papa, come già nel magistero dei suoi predecessori.
Così come non sorprende che dalle asserzioni allusive di papa Francesco derivino interpretazioni favorevoli alla comunione ai divorziati risposati: interpretazioni da lui stesso non solo consentite, ma esplicitamente approvate.
Il contrasto c'è. E a giudicare dagli argomenti di Ratzinger non è solo pratico, "pastorale", ma tocca i pilastri della fede cristiana.


venerdì 17 febbraio 2017

Né cattolici progressisti, né cattolici conservatori - Ni católicos progresistas, ni católicos conservadores







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Riportiamo alcuni brani del articolo di Luigi Copertino, pubblicato nel blog di Maurizio Blondet sotto il titolo "A PROPOSITO DEL BANNON PENSIERO  REPLICA AD ANTONIO SOCCI, che potete leggere nella sua versione integrale qua 



[...]  Tuttavia per molte altre questioni in Trump fa capolino quanto di peggio abbiamo già conosciuto nell’epoca (neo)cons del bushismo e questo perché alla base della sua visione politica sussiste lo stesso paradigma “anglo-conservatore” che caratterizza la destra americana e che, complici alcune centrali culturali italiane, ha da anni contagiato anche diversi settore tradizionalisti del mondo cattolico italico.

Una delle vittime più in vista del contagio in questione è Antonio Socci, un bravo giornalista che lo scrivente pure apprezza sul piano spirituale quando difende l’identità cattolica. Socci, more solito, troppo entusiasta ha definito “non banale” il Bannon-pensiero che è sostanzialmente fondato sull’equivoco concetto, molto retorico, delle “radici giudaico-cristiane” dell’Occidente. Come si diceva Stephen Bannon è della cerchia del cardinal Burke, quindi è un cattolico di formazione conservatrice e come tale mostra di muovere dalla sottesa, forse inconsapevole, ma certo errata considerazione della Chiesa quale istituzione occidentale più che universale. [...]

[...] Del resto, come lo stesso Socci, forse spaventato dalle conseguenze del clima rissoso che si è creato nella Chiesa ed al quale anche lui con i suoi recenti libri e articoli ha contribuito, ha avuto modo di scrivere che ha intenzione di ritrarsi dall’agone della polemica antibergogliana non volendo confondere le sue critiche con la volgarità degli attacchi più pesanti alla persona dell’attuale Pontefice.

E fa bene Socci a ritrarsi. Anche lo scrivente che, pur non essendo affatto un cattolico “progressista”, non ha mai avuto in eccessiva simpatia i cattolici conservatori, rivendica da cattolico il diritto di essere altrove ossia, salvo il magistero, di usare con rispetto il diritto-dovere di critica, all’occorrenza, ma tanto contro Trump/Bannon/Burke che Bergoglio/Kasper/Melloni [...]

[...] Quel che però né Bannon né Socci ci dicono è dove mai, nella  storia, sarebbe comparso un capitalismo che non ha considerato le persone come merci e come cose da usare e poi gettare. Nel 1891, ossia in quel periodo storico che stando a Bannon avrebbe segnato l’apogeo del trionfo del Cristianesimo nel mondo, un vecchio Papa, che da vescovo in Belgio aveva ben conosciuto la durezza del capitalismo – e non si trattava del capitalismo finanziario ed apolide attuale allontanatosi dalle sue presunte radici “giudeo-cristiane” ma proprio di quel capitalismo patriarcale ed antico al quale nostalgicamente occhieggia Bannon –, parliamo di Leone XIII, al secolo Vincenzo Gioacchino Raffaele Luigi Pecci, pubblicava la “Rerum novarum cupiditas”, la più nota enciclica sociale della Chiesa, protestando che “il lavoro non è merce” e chiedendo l’intervento mitigatore e riparatore dello Stato contro gli abusi criminali del capitalismo ai danni degli operai. Il povero ma coraggioso Papa Pecci divenne immediatamente la bestia nera di tutta la classe dirigente liberale del mondo, della stampa da essa controllata e delle logge massoniche, non solo italiane, ancora gaudenti della recente conquista della città eterna per le armi sabaudo-piemontesi. Fustigato dalle élite del suo tempo, Papa Leone XIII ebbe invece la consolazione di vedersi confermato l’amore sincero del popolo cattolico, specie di quello operaio e contadino [...]

[...] Vorremmo aggiungere, alle osservazioni di Cardini, che l’altro grande equivoco sul quale tenta di reggersi il pensiero conservatore anglo-americano sta nella, spesso inavvertita dai cattolici alla Socci, confusione tra la nozione moderna di “individuo” e quella cattolica e tradizionale di “persona”. Mentre quest’ultima trova base addirittura nello stesso dogma cristiano trinitario, sicché l’uomo può dirsi persona proprio perché Persona nelle relazioni intra-trinitarie è Dio, l’individuo è un concetto astratto ed irrelato concepito dal razionalismo moderno in contrapposizione/giustapposizione con lo Stato leviatano. Mentre la persona è sempre definita dal suo essere in relazione con l’altro – relazione familiare, comunale, professionale, nazionale, ecclesiale, etc. – sicché essa è sempre concreta, spirito anima e carne, l’individuo al contrario è solipsista e per questo senza autentica consistenza effettuale.

Questa invalicabile differenza spiega perché mai pur essendo il Cristianesimo fede di salvezza della singola persona, tale salvezza, al tempo stesso, non è conseguibile – salvo gli imperscrutabili disegni di Dio – al di fuori del Corpo Mistico di Cristo ossia al di fuori di quella Comunità gerarchica che è la Chiesa apostolica.

Coroncina alla Divina Misericordia

Coroncina della Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska): “Oh! che grandi grazie concederò alle anime che reciteranno questa coroncina” (Diario, 848). “Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla mia volontà”. (Diario, 1731). “Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell’ora della morte. ” Gesù ha raccomandato di recitare la coroncina a qualsiasi ora ma in particolare nell'ora della propria morte, ossia le 3 del pomeriggio, che Lui stesso ha chiamato un'ora di grande misericordia per il mondo intero. "In quell'ora dice Gesù non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia Passione" (Diario, 687)..

Coronilla de la Divina Misericordia

Coronilla de la Divina Misericordia
(Dice Gesù a Santa Faustina Kowalska)“Por el rezo de este Rosario, me complace dar todo lo que me pidan. Quien lo rece, alcanzará gran Misericordia en la hora de su muerte. Aunque sea un pecador empedernido, si reza este Rosario, aunque sea una sola vez, logrará la gracia de mi infinita Misericordia”.“Si se reza este Rosario delante de los moribundos, se calma la ira de Dios, y su insondable Misericordia se apodera de su alma. Cuando recen este Rosario al lado del moribundo, me pondré entre el Padre y el alma moribunda, no como justo Juez, sino como Redentor Misericordioso”.

"Se stai cercando Dio e non sai da che parte cominciare, impara a pregare e assumiti l'impegno di farlo ogni giorno..."(Teresa di Calcutta)

Si estás buscando a Dios y no sabes como empezar, aprende a rezar, asume el compromiso de hacerlo cada día...(Teresa de Calcuta)

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Apariciones de Garabandal: Un Aviso, un Milagro, un Castigo (Clic sobre la imagen)

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